Tra crisi del comparto, nuove regole e concorrenza globale, la collaborazione tra i due principali poli del lusso europeo apre uno scenario che va oltre le misure emergenziali.
Un comparto che continua a creare valore, ma attraversa una fase complessa
Il 2025 non è stato un anno semplice per il sistema moda italiano. Dopo aver superato i 100 miliardi di euro di fatturato negli anni della ripresa post pandemica, il comparto sta attraversando una fase di rallentamento (2,4% di fatturato in meno su 58,39 miliardi di euro complessivi), tra consumi in frenata, pressione dell’ultra fast fashion, trasformazione digitale e costi produttivi in crescita.
Per quanto l’analisi dei dati faccia riferimento all’anno precedente, è palese che non si tratti di una crisi improvvisa e irreversibile, ma di un progressivo indebolimento che sta mettendo sotto pressione soprattutto la manifattura e le piccole imprese.
Dalle misure di sostegno a una politica industriale
La risposta delle istituzioni prova ad andare oltre la logica dell’emergenza. Il Governo italiano attraverso il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) ha confermato un piano di interventi che comprende un fondo da 250 milioni di euro per sostenere le imprese della moda, affiancato da misure dedicate alla digitalizzazione, alla transizione ecologica e alla certificazione delle filiere. A queste si aggiungono il credito d’imposta per design e ideazione estetica, che nel 2026 ha messo a disposizione 60 milioni di euro, esauriti nel giro di appena 24 ore, segnale di una domanda di innovazione molto più ampia delle risorse disponibili.
L’asse Italia-Francia guarda oltre i confini nazionali
La novità più significativa riguarda però il rafforzamento della collaborazione tra Italia e Francia, i due principali protagonisti continentali della moda e del lusso. Il Tavolo bilaterale del 15 luglio 2026 e il Protocollo d’intesa sottoscritto dalle rispettive Camere della Moda segnano un cambio di prospettiva. I due ministeri non voglioni più limitarsi a fare da garanti di sistemi concorrenti, ma vogliono proteggere due reti produttive che scelgono di presentarsi con una posizione comune sui principali dossier europei. L’obiettivo è rafforzare la competitività industriale, difendere il patrimonio manifatturiero e chiedere regole più efficaci contro la concorrenza sleale e l’ultra fast fashion.
Proteggere la moda significa proteggere un’eccellenza industriale
Oltre gli incentivi e gli accordi istituzionali, che sono passi in avanti significativi, si nascondono le criticità più importanti. Un comparto come quello della moda (sia che si parli di lusso, che di manifattura) ha bisogno di programmazione, regole stabili e una visione di lungo periodo, anche in termini di rappresentanza. Le imprese continueranno a fare la propria parte lavorando sul “Bello” e il “Ben fatto”, ma hanno bisogno di operare in un contesto che riconosca il valore delle filiere europee e garantisca condizioni di concorrenza più equilibrate. In questo senso, l’asse Italia-Francia rappresenta il superamento di una tradizionale rivalità. Roma e Parigi possono scrivere una pagina storica, unendo le forze nel tentativo di costruire una strategia comune per difendere uno dei distretti industriali più importanti d’Europa.
Fonti:
- https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/moda-massimo-sforzo-per-la-534e739c
- https://www.prefina.it/transizione-nel-settore-tessile-moda-e-accessori/https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/moda-via-libera-in-commissione-al-senato-alle-misure-per-la-certificazione-di-conformita-delle-filiere
- https://www.tgcom24.mediaset.it/economia/moda-cooperazione-italia-francia-mimit_114469477-202602k.shtml
- https://www.milanofinanza.it/fashion/al-tavolo-moda-si-rafforza-l-asse-italia-francia-su-tutele-e-sviluppo-202607151647059739