RAEE: cosa sono, come gestirli e quali metalli preziosi contengono

26/01/2026
RAEE: cosa sono, come gestirli e quali metalli preziosi contengono

Ogni giorno utilizziamo dispositivi elettronici di ogni tipo, dai grandi elettrodomestici ai piccoli strumenti portatili, senza pensare a ciò che accade quando terminano il loro ciclo di vita. Quello che spesso viene considerato un rifiuto è in realtà un concentrato di metalli preziosi, materiali strategici e componenti recuperabili, risorse che possono essere reinserite nell’industria e contribuire a un futuro più sostenibile. 

I RAEE, i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, rappresentano così una sfida complessa ma anche un’opportunità concreta: trasformare rifiuti in valore, ridurre l’impatto ambientale e alimentare un’economia circolare realmente efficiente.

Cos’è il marchio RAEE

Il simbolo RAEE, noto anche con l’acronimo inglese WEEE, indica che un prodotto non può essere smaltito come semplice rifiuto indifferenziato, ma deve essere inviato a strutture di raccolta dedicate per il recupero e il riciclaggio

Questo marchio è obbligatorio per la maggior parte delle apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute nell’Unione Europea, dai grandi elettrodomestici come lavatrici, fotocopiatrici e pannelli solari, agli apparecchi per lo scambio di temperatura come frigoriferi e condizionatori, fino agli schermi e monitor di dimensioni superiori ai 100 cm², alle lampade e ai piccoli dispositivi come aspirapolvere, orologi o rilevatori di fumo, compresi i piccoli strumenti informatici e di telecomunicazione.

Quando le dimensioni del prodotto non consentono di apporre direttamente il simbolo, questo deve comparire sull’imballaggio, sulle istruzioni o sul foglio di garanzia, garantendo sempre una visibilità chiara e leggibile.

Gestione dei RAEE: una sfida e un’opportunità

Il simbolo RAEE indica più di un semplice obbligo: segnala la necessità di gestire i dispositivi elettronici a fine vita in modo responsabile.

Dai grandi elettrodomestici ai piccoli dispositivi portatili, questi rifiuti costituiscono una parte importante dei rifiuti speciali moderni e richiedono processi articolati di raccolta, trattamento, riciclo e smaltimento, supportati da infrastrutture adeguate e competenze specializzate.

Oltre a rispondere alle normative nazionali ed europee, come il Decreto Legislativo 49/2014, la Direttiva RAEE 2012/19/UE e il recente Decreto Legislativo 7 gennaio 2026, n.2, una gestione efficace dei RAEE permette di recuperare materiali preziosi, ridurre l’impatto ambientale e favorire un’economia circolare

La sfida è significativa: secondo il Global E‑Waste Monitor 2024, nel 2022 solo il 22,3 % dei RAEE prodotti a livello globale è stato correttamente raccolto e riciclato, a dimostrazione dell’importanza di investire in sistemi di gestione più efficienti e sostenibili.

Quali materiali e metalli preziosi contengono i RAEE

I RAEE racchiudono al loro interno una varietà complessa di materiali che vanno dai componenti plastici ai metalli ferrosi e non ferrosi, dal vetro agli elementi elettronici più sofisticati. 

Tra questi, i metalli preziosi rivestono un ruolo centrale

  • oro: è ampiamente impiegato nei processori e nei circuiti integrati grazie alla sua eccellente conducibilità elettrica e alla resistenza alla corrosione;
  • palladio: si trova principalmente nei relè, cioè interruttori controllati elettricamente, e nei condensatori MLCC;
  • argento: apprezzato anch’esso per la conducibilità, viene utilizzato nelle connessioni e nei circuiti. 

Il platino e altri metalli del gruppo del platino, come rodio e rutenio, completano questo insieme di materiali preziosi, impiegati in alcune componenti elettroniche specializzate.

Accanto a questi metalli strategici, i RAEE contengono quantità significative di rame, alluminio e ferro, fondamentali per il riciclo industriale, e terre rare come il neodimio e l’ittrio, utilizzate in magneti e display. 

Recuperare questi materiali non significa solo dare nuova vita a risorse altrimenti destinate allo smaltimento, ma rappresenta anche un contributo concreto alla riduzione della domanda di materie prime vergini e dell’impatto ambientale complessivo. 

Come funziona il recupero dei metalli preziosi dai RAEE

Il recupero dei metalli preziosi dai RAEE è un processo complesso e articolato, che inizia con il pre-trattamento dei rifiuti. Dopo la raccolta e la selezione in base alla tipologia, i dispositivi vengono smontati manualmente per rimuovere componenti pericolosi o particolarmente preziosi, come schede elettroniche e batterie. I materiali residui vengono poi triturati, rendendo più semplice separare le diverse frazioni.

La fase successiva prevede l’utilizzo di tecniche di separazione che sfruttano le proprietà fisiche dei materiali: metalli ferrosi e non ferrosi vengono estratti grazie a sistemi magnetici o a correnti indotte, mentre plastica, vetro e componenti elettronici vengono distinti attraverso flussi d’aria e metodi ottici.

Infine, i metalli preziosi vengono recuperati mediante processi pirometallurgici e idrometallurgici. La pirometallurgia utilizza alte temperature per fondere e purificare oro, palladio e altri metalli, mentre l’idrometallurgia evita le alte energie richieste nel primo caso lavorando con lisciviazioni in fase liquida e sistemi di recupero studiati ad hoc per i singoli metalli presenti nel materiale da recupero, ampliando così la platea dei metalli recuperabili.  

Queste tecniche permettono di estrarre i metalli preziosi in modo sicuro ed efficiente, riducendo l’impatto ambientale e favorendo il loro reinserimento nell’industria.

Sfide e prospettive future

Nonostante i progressi tecnologici, il settore dei RAEE deve affrontare sfide importanti. L’aumento costante dei volumi di rifiuti elettronici, la crescente complessità dei materiali e le perdite di metalli preziosi durante il pre-trattamento richiedono sistemi sempre più sofisticati. 

A questi si aggiungono problemi legati alla gestione sicura di sostanze pericolose, ai bassi tassi di raccolta e al fenomeno dello smaltimento illegale.

Le prospettive future puntano su innovazioni tecnologiche come robotica e automazione per ottimizzare lo smontaggio e la separazione dei componenti, sull’intelligenza artificiale per prevedere e gestire i flussi di rifiuti, e sulla blockchain, utile a garantire tracciabilità e trasparenza lungo tutta la filiera. 

Altre strategie emergenti includono il design for recycling, cioè la progettazione di prodotti più facili da riciclare, e la collaborazione tra aziende e istituzioni per potenziare infrastrutture e sistemi di raccolta.In questo contesto, il concetto di “miniera urbana” assume un ruolo centrale: i RAEE non sono più semplici rifiuti, ma diventano una fonte preziosa di materiali da recuperare, rappresentando un modello concreto di economia circolare efficiente e sostenibile.

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